Esperienza e Teologia - Rivista di approfondimento teologico e pastorale dello Studio Teologico San Zeno e dell' Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona


Numero 16

Gennaio – Giugno 2003
Che cosa significa "ascoltare"

 

 

 


INTRODUZIONE


Che cosa significa "ascoltare"

di Andrea Gaino


(full text)



 

Che cosa significa "ascoltare". L'interrogativo ha accompagnato il lavoro di ricerca e di confronto tra docenti e studenti dello Studio Teologico "San Zeno" e dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Pietro martire", in una giornata di lavoro comune. L'occasione è stata offerta dal cammino sinodale intrapreso dalla diocesi di Verona, che ha individuato nell'"ascolto" il tema-prospettiva guida: "La chiesa di Verona si pone in ascolto...".

Il tema è indicato dalla memoria delle proprie radici, dal processo che porta a ripensare la propria identità cristiana; al tempo stesso è suggerito dall'attenzione al tempo presente.

La domanda di "ascolto" sta al centro della rivelazione cristiana. La coscienza di Israele è plasmata dall'appello che viene da Jahvé: "Ascolta Israele" (Dt 6,4). La vicenda tutta di Gesù è sotto il segno dell'"obbedienza-ascolto" che plasma l'identità del Figlio (Eb 5,8), tanto che questi diventa nella sua vicenda storica il luogo in cui Dio Padre parla e domanda ascolto: "Ascoltatelo!" (Mc 9,7). Così nell'assiduità dell'ascolto continua ad alimentarsi la comunità dei credenti "Assidui nell'ascoltare" (At 2,42). Se la "visone di Dio" è indicata nella tradizione cristiana come espressione del desiderio profondo dell'uomo, sua aspirazione ultima, resta che la fede cristiana porta in quella direzione attraverso l'ascolto che contraddistingue l'esperienza storica della relazione con Dio. Proprio perché ci è manifestato un Dio che sa ascoltare l'uomo, si impara a vivere nell'ascolto della sua Parola e su questa esperienza nasce la comunità dei credenti: la sua identità è accessibile proprio nell'ascolto.

L'attenzione all'ascolto è suggerita anche dal contesto culturale odierno. Tra le caratteristiche che lo contraddistinguono sta quella di essere un'epoca dominata dell'immagine, dove anche la comunicazione assume i tratti della spettacolarità: diventa "comunicazione gridata" che "appare" e colpisce sguardo prima che aprire l'orecchio. Si sente sempre maggiore la difficoltà dell'ascoltare e così si domanda di riflettere sul suo significato e sulle condizioni che lo rendono possibile. L'attenzione all'ascolto può consentire al nostro tempo di "sdoganarsi" dalla fissità del presente cui sembra costringerlo l'autocontemplazione delle condizioni di vita raggiunte.

Rispetto alla visione, che nel suo essere oggettivante sembra smarrire l'alterità, l'ascolto consente di aprire il presente all'ulteriorità che viene dalla voce altrui; l'ascolto si pone in attesa della parola altrui e così custodisce la differenza, apre il futuro, custodisce l'alterità nel dialogo reciproco. Di questo il nostro tempo ha grande urgenza. L'ascolto rende possibilità rovesciare il soggetto della rappresentazione visiva in quello che si dispone a ricevere l'assoluto nel cuore dell'esistenza.


L'ampiezza, la profondità e la fecondità del tema è facilmente intuibile e difficilmente abbordabile. Si è cercato così semplicemente di avvicinare il tema mantenendo la prospettiva propria di chi coltiva la riflessione teologica all'interno di un'istituzione ecclesiale, pertanto attenta al cammino della comunità cristiana di cui si sente parte. Si tratta di un contributo pensato nell'ottica di chi si dedica allo studio della teologia e lo pensa in un constante dialogo tra le differenti discipline teologiche e antropologiche. Mossi da queste istanze presentiamo alcuni degli interventi che hanno accompagnato il nostro percorso di riflessione. La prospettiva, pur parziale, cerca di mantenere fede all'istanza del dialogo interdisciplinare. Il tema, pertanto, è affrontato da prospettive differenti e complementari: psicologica, filosofica, antropologico-teologica, pastorale.


Confidiamo che anche questo nostro contributo di riflessione possa concorrere, oltre che al cammino del singolo lettore, anche al percorso sinodale che sta compiendo la chiesa di Verona, una chiesa che si propone l'ascoltare autentico come strumento per ritrovare un'identità storica che la metta in grado di testimoniare e comunicare efficacemente il Vangelo nel proprio tempo.

 

 

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