Esperienza e Teologia - Rivista di approfondimento teologico e pastorale dello Studio Teologico San Zeno e dell' Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona


Numero unico

Gennaio – Giugno 1995
La Vita Consacrata.
Un servizio di profezia nella comunità ecclesiale

 

 

 


Presentazione della rivista


(full text)



 

L’orizzonte in cui si inseriscono i quaderni dell’Istituto di Scienze Religiose San Pietro Martire - frutto di un accurato lavoro interdisciplinare - è quello di un servizio sempre più qualificato alla comunità diocesana, perché ciascun credente possa aprirsi a una prospettiva di ricerca e arricchire il proprio cammino di intelligibilità della fede, in un atteggiamento di dialogo culturale sul territorio.

L’importanza dell’impegno ecclesiale dell’Istituto si colloca infatti "nella prospettiva di una riflessione credente che sappia far sintesi tra la fede e la cultura nella singolarità della situazioni storiche vissute dalle diverse Chiese particolari. A ciò si aggiunge la richiesta di una qualificazione del servizio ecclesiale e della testimonianza storica dei fedeli in rapporto alle concrete esigenze dei tempi e dei luoghi" (CEI, Gli Istituti di scienze religiose a servizio della fede e della cultura, 1993, n. 4).

Così, tra gli aspetti di questo progetto vanno evidenziate la valorizzazione e la fecondità del rapporto tra esperienza e teologia, mantenendo l’"attenzione al rapporto del dato teologico con la concretezza delle situazioni umane e culturali e alle modalità con cui esso va veicolato nei consueti canali del rapporto umano" (n.11). La teologia, infatti, mentre riconosce nella vita attuale della Chiesa un contesto essenziale e un punto di riferimento per le sue elaborazioni, si mantiene aperta a tutte le esperienze significative, rivelatrici di un nuovo orizzonte e di un nuovo impegno di riflessione e di intelligenza della fede. Tutto questo può divenire, a sua volta, attraverso un seria proposta teologica, un autentico servizio all’annuncio, indicando i luoghi e assumendo il linguaggio della vita dell’uomo del nostro tempo, per rendere comprensibile oggi l’esperienza unica e irripetibile del Figlio di Dio.

Lo stesso apporto degli studenti, pienamente partecipi di questo cammino umano ed ecclesiale, risponde all’esigenza di "coltivare, anche con lo studio della teologia, la capacità di giudizio e di decisione dei fedeli per farli diventare, "soggetti" attivamente e integralmente partecipi delle dinamiche ecclesiali e sociali" (n.14).

È significativo poi il fatto che l’inizio di questo progetto si incentri sulla Vita Consacrata. Questo è anzitutto un doveroso atto di riconoscenza alle numerose persone che hanno accolto la proposta dell’Istituto, considerandola un momento indispensabile nel loro itinerario formativo all’adesione radicale alla chiamata del Signore; ma vuole essere soprattutto il segno di un ampio respiro ecclesiale, di un’attenzione al nostro specifico cammino di Chiesa, entro il quale l’Istituto di Scienze Religiose trova la sua più originale collocazione, dato che il tema della Vita Consacrata - come ho sottolineato anche nella mia recente lettera pastorale - chiede una ampia e seria riflessione di tutte le componenti della comunità.

È in questo spirito di profonda comunione che l’augurio diventa anche speranza: che molte altre persone incontrando i "fragmenta" della nostra esperienza di fede possano aprirsi in una maniera coraggiosa e appassionata all’esperienza amorosa di Dio!

Verona, 4 giugno 1995
festa di San Pietro Martire

 

X Attilio Nicora
Vescovo di Verona

 



PRESENTAZIONE


(full text)



 

Già da tempo alcuni studenti e docenti dell’Istituto di Scienze Religiose San Pietro Martire manifestavano l’esigenza di porre in atto un’iniziativa che rendesse possibile uno spazio di incontro e di confronto teologico su alcune tematiche emergenti in campo sia ecclesiale che sociale. Naturalmente tale iniziativa avrebbe tradotto in concreto gli apporti e la metodologia che la riflessione teologica offre lungo il cammino formativo dell’Istituto, valorizzando l’esperienza e la competenza di tutti i suoi componenti.

Si è pensato così di dare vita ad alcune "Giornate interdisciplinari" da tenersi circa a metà del primo e del secondo semestre dell’anno.

L’obiettivo di fondo di queste Giornate è quello di stimolare a una presa di coscienza di un tema significativo, favorendo la personalizzazione dei contenuti attraverso un confronto e un reciproco arricchimento per il raggiungimento di una sintesi vitale: si fa appello all’esperienza comune perché l’uditore, riconoscendo la propria esperienza e comunicando con essa, divenga "competente" rispetto al tema. In tal modo si potrà risentire il linguaggio della fede come la riproposizione storica della parola di Gesù nei diversi linguaggi in cui si esprime l’esperienza umana, riconoscendo nella teologia la consapevolezza critica e l’espressione riflessa di questa mediazione storica in cui consiste la formulazione della fede.

La caratteristica dell’interdisciplinarietà, poi, non solo accoglie una forte esigenza della nostra cultura, ma soprattutto risponde al modo con cui la stessa teologia si propone, poiché tutte le varie parti del discorso teologico si comprendono nel dialogo fruttuoso vòlto ad una crescita comune. In altre parole, si vuole ribadire l’attualità dell’apporto della formazione teologica, la quale, mediante le diverse discipline, aiuta la persona a elaborare una conoscenza organica e sintetica. Nella sua riflessione matura sulla fede, infatti, la teologia si propone di offrire una sintesi tra le due direzioni in cui essa stessa si muove. La prima direzione è quella dello studio della Parola di Dio: la parola scritta nel Libro sacro, celebrata e vissuta nella tradizione viva della Chiesa; la seconda è quella dell’uomo, l’interlocutore di Dio: l’uomo chiamato a credere, a vivere, a testimoniare la propria fede. E questa sintesi "non è solo un’esigenza della cultura, ma anche della fede. Una fede poi che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta" (Giovanni Paolo II, Discorso al Pontificio Consiglio per la cultura, 20 maggio 1982).

Per quanto questo impegno si profilasse fin dall’inizio come piuttosto complesso, si è ritenuto opportuno non rinunciarvi, sia per motivi fondati sulla natura scientifica del discorso teologico, sia per motivi didattici, legati al fatto che l’apprendimento scolastico della teologia rappresenta una componente indispensabile nella formazione dei cristiani adulti, che intendono vivere una presenza significativa nella comunità.

Alla luce di queste considerazioni si giustifica anche la scelta della Vita Consacrata come tema per la prima Giornata, tenutasi il 18 marzo 1995.

Il percorso intrapreso col recente Sinodo dei vescovi su La Vita Consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo (Roma, 2-29 ottobre 1994) e, insieme, la riflessione che la lettera pastorale del nostro Vescovo ha proposto alla Diocesi di Verona (La Vita Consacrata, dono di Dio e segno di una Chiesa viva, 19 febbraio 1995), non potevano rimanere disattesi all’interno di un cammino di formazione teologica che si riconosce come qualificata proposta formativa di Chiesa.

Nello stesso tempo il tema in questione sembrava offrire l’opportunità di esprimere il nostro apprezzamento verso le persone che testimoniano questa singolare modalità di discepolato anche con la loro nutrita presenza all’Istituto di Scienze Religiose, dove condividono con i laici lo spazio di un comune cammino formativo.

I lavori della "Giornata interdisciplinare", che ha portato all’elaborazione di questo testo, hanno rappresentato una sorta di laboratorio, in cui le diverse esperienze e competenze hanno potuto esprimere la propria vitalità e ricchezza, rispondere agli interrogativi degli interlocutori, esporre con coerenza le proprie conclusioni, graduare queste ultime in ordine di urgenza, ricercare i punti di convergenza in grado di riesprimere positivamente i dati della riflessione teologica. Una riflessione, quest’ultima, che, come si è potuto constatare, rimane comunque aperta nella sua problematicità, perché collocata nel dinamismo proprio della vita cristiana ed ecclesiale.

L’esito positivo della "Giornata interdisciplinare" ci ha incoraggiati a proseguire e a raccogliere il materiale elaborato: anzitutto per consegnarlo agli studenti come "memoria" di quel cammino ricco e propositivo, ma anche per offrirlo a quanti intendano risentire, pur nella semplicità e nel carattere non esaustivo della proposta, la vitalità del dialogo e del reciproco arricchimento tra esperienza e teologia.

E a tutti coloro che hanno in qualche misura contribuito all’iniziativa va infine il grazie per aver reso possibile questo piccolo ma prezioso passo.

 

don Ezio Falavegna
Direttore

 

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